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Richiesta di protezione internazionale

La richiesta di protezione internazionale, può essere presentata dal cittadino straniero alla polizia di frontiera quando fa ingresso in Italia o in alternativa all'Ufficio Immigrazione della Questura nella provincia presso cui si è eletto domicilio.

Dopo avere effettuato il fotosegnalamento la Questura invia la domanda alla Commissione Territoriale, competente a decidere il riconoscimento dello status, e rilascia allo straniero un permesso di soggiorno provvisorio per richiesta asilo in attesa che venga definito il procedimento.
 

La richiesta deve essere completata all'Ufficio Immigrazione della Questura con:

  • modulo di richiesta riportante i motivi per cui viene richiesta la protezione internazionale, scritto nella lingua conosciuta dallo straniero;
  • copia del passaporto, se ne è in possesso;
  • altra eventuale documentazione a supporto della richiesta.

 

La Commisione Territoriale può riconoscere diversi livelli di protezione internazionale che possono permettere il rilascio da parte della Questura di 3 diversi tipi di permessi di soggiorno:

  • asilo politico, valido per 5 anni;
  • protezione sussidiaria, valido per 3 anni;
  • protezione internazionale, valido per 1 anno.

 

In caso non venga concesso asilo, il richiedente potrà proporre impugnazione entro 30 giorni. La questura competente, ricevuta comunicazione del diniego, ritirerà il permesso di soggiorno, ma il richiedente asilo ha diritto di permanenza sul territorio fino alla proposizione del ricorso.

Il Tribunale fisserà udienza entro 5 giorni dalla presentazione del ricorso, prevedendo esplicitamente alla sospensione del provvedimento di diniego e invitando il Prefetto - la Questura a rilasciare nuovo permesso di soggiorno per richiesta asilo per tutto il tempo del procedimento (il giudice si determinerà entro 30 giorni).

E’ inoltre possibile proporre ricorso per il richiedente asilo che, avendo ottenuto il riconoscimento dello status di protezione sussidiaria o di motivi umanitari, ritenga di esercitare il proprio diritto ad impugnare il provvedimento della Commissione ai sensi dell’art. 35 D.lvo 25/2008, per ottenere lo status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra.



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