Aggiornato al: 24 settembre 2025
Richiedere la cittadinanza italiana per residenza è una delle vie più utilizzate dagli stranieri che vivono stabilmente in Italia. L’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992 n. 91 disciplina i casi, i tempi e le modalità di concessione della cittadinanza per naturalizzazione, un percorso che richiede requisiti precisi e una procedura amministrativa articolata.
In questa guida spiegheremo chi può richiederla, quali documenti servono, come funziona la domanda online, i tempi di attesa e i motivi di rigetto più comuni.
Requisiti di Residenza per l’Art. 9
La condizione principale è la residenza legale e ininterrotta in Italia per un certo numero di anni. La durata varia a seconda della situazione personale del richiedente:
3 anni
Stranieri nati in Italia e residenti legalmente.
Discendenti fino al 2° grado di cittadini italiani per nascita.
4 anni
Cittadini di un Paese membro dell’Unione Europea.
5 anni
Stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani.
Figli di cittadini italiani naturalizzati, a partire dal giuramento del genitore.
Apolidi o rifugiati riconosciuti.
Stranieri che hanno prestato servizio, anche all’estero, per lo Stato italiano.
10 anni
Cittadini di Paesi extra-UE che non rientrano nei casi precedenti.
⚠️ Attenzione: la residenza deve essere continua. Un’interruzione, come la cancellazione dall’anagrafe comunale, fa ripartire il conteggio da zero.
Requisiti Economici e Reddituali
Oltre alla residenza, è necessario dimostrare di disporre di redditi adeguati e stabili, verificati nel triennio precedente alla domanda:
€ 8.263,31 per una persona sola.
€ 11.362,05 in presenza del coniuge a carico.
€ 516,00 per ogni figlio a carico.
È possibile sommare i redditi dei familiari conviventi presenti nello stesso stato di famiglia. I redditi devono rimanere costanti fino al momento del giuramento.
Documenti Necessari
La documentazione da allegare è numerosa e deve essere completa, tradotta e legalizzata:
Estratto dell’atto di nascita con generalità complete e traduzione in italiano.
Certificati penali del Paese di origine e di eventuali Paesi terzi di residenza.
Titolo di soggiorno (permesso o carta per extracomunitari; attestazione di soggiorno per comunitari).
Documento di identità valido (carta d’identità o passaporto).
Stato di famiglia storico e certificato/i di residenza.
Dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni (CUD, 730 o Modello Unico).
Attestazione di conoscenza della lingua italiana (livello B1), salvo esenzioni.
Copia del versamento di 250 € al Ministero dell’Interno.
Marca da bollo da 16 €.
Credenziali SPID per l’accesso al portale.
📌 Eccezione rifugiati/apolidi: in caso di impossibilità a reperire i certificati dal Paese d’origine, si può sostituire con atti di notorietà.
Procedura di Domanda
Dal 18 maggio 2015, la domanda di cittadinanza per residenza si presenta esclusivamente online sul portale del Ministero dell’Interno.
Passaggi principali:
Registrazione al portale con SPID.
Compilazione del modello elettronico.
Caricamento dei documenti richiesti.
Pagamento del contributo di 250 €.
Invio telematico della domanda.
Dopo l’invio:
La Prefettura convoca il richiedente per verificare gli originali.
Viene avviata l’istruttoria, con controlli su redditi, residenza e precedenti penali.
In caso positivo, il Presidente della Repubblica emette il decreto di concessione.
Tempi di Attesa
Il termine massimo di legge per concludere la procedura è di 730 giorni (2 anni) dalla presentazione della domanda completa. Tuttavia, in pratica, i tempi possono essere anche più lunghi.
Dopo la notifica del decreto, il richiedente ha 6 mesi per prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica davanti al Comune o all’Autorità consolare. Solo dal giorno successivo al giuramento si acquisisce ufficialmente la cittadinanza italiana.
Cause di Rigetto della Domanda
La concessione della cittadinanza è un atto discrezionale dello Stato. Oltre a requisiti formali, possono determinare il diniego:
Mancanza del periodo minimo di residenza legale.
Reddito insufficiente o non costante.
Precedenti penali rilevanti.
Motivi di sicurezza della Repubblica.
Scarso livello di integrazione.
Mancata o insufficiente conoscenza della lingua italiana.
Eccezioni e Concessioni Straordinarie
L’art. 9, comma 2, della legge 91/1992 prevede che la cittadinanza possa essere concessa anche a stranieri che abbiano reso eminenti servizi all’Italia o quando vi sia un eccezionale interesse dello Stato. In questi casi, la procedura è più complessa e richiede la proposta congiunta dei Ministri dell’Interno e degli Esteri.
Tabella di Sintesi dei Requisiti
| Categoria Richiedente | Anni di residenza richiesti |
|---|---|
| Nato in Italia o discendente di italiano | 3 anni |
| Cittadino UE | 4 anni |
| Adottato da cittadino italiano / figlio naturalizzato | 5 anni |
| Apolide o rifugiato | 5 anni |
| Servizio allo Stato italiano | 5 anni |
| Cittadino extra-UE | 10 anni |
Consigli Utili per il Richiedente
Verificare con anticipo la validità e la traduzione di tutti i documenti.
Controllare la continuità della residenza per evitare interruzioni.
Mantenere i redditi costanti fino al giuramento.
Prepararsi a tempi di attesa lunghi.
In caso di difficoltà, affidarsi a un consulente specializzato per ridurre il rischio di errori procedurali.
Domande Frequenti (FAQ)
Q: Quanto costa presentare la domanda di cittadinanza per residenza?
A: Sono richiesti 250 € di contributo e una marca da bollo da 16 €, oltre ai costi di traduzione e legalizzazione documenti.
Q: Posso presentare domanda se ho cambiato Comune di residenza?
A: Sì, ma la residenza deve essere continua. La cancellazione dall’anagrafe fa ripartire i termini.
Q: Quanto dura la procedura?
A: La legge prevede 730 giorni, ma spesso i tempi reali possono superare i 2 anni.
Q: È obbligatorio il certificato di lingua italiana?
A: Sì, serve un livello minimo B1, salvo esenzioni per chi ha frequentato scuole italiane.
Q: Cosa succede se la domanda viene rigettata?
A: Si può presentare ricorso al TAR o ripresentare una nuova istanza una volta sanati i motivi del diniego.
Q: Posso usare i redditi di un familiare convivente?
A: Sì, se risulta nello stato di famiglia.
Q: Quando divento ufficialmente cittadino italiano?
A: Solo dal giorno successivo al giuramento.
Conclusione
La cittadinanza per residenza (art. 9 L. 91/1992) rappresenta un traguardo importante per gli stranieri che hanno scelto di vivere stabilmente in Italia. Si tratta di un procedimento complesso, che richiede pazienza, precisione documentale e stabilità economica, ma che apre le porte a pieni diritti civili e politici. Prepararsi adeguatamente e rispettare i requisiti è la chiave per aumentare le possibilità di successo.
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